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giovedì 3 aprile 2014

E' morto Frankie Knuckles

Apprendo solo ora casualmente che Frankie Knuckles è morto lo scorso 31 marzo all'età di 59 anni.
Ancora non ci credo, questa notizia mi addolora incredibilmente. E' quasi come se avessi perso una parte della mia vita.
Non lo dico da ipocrita, ma credo che se Frankie non avesse creato questo genere chiamato House Music, credo che non mi sarei mai avvicinato ed appassionato così tanto alla musica.
La mia mente ora va a 2 anni fa quando ho avuto l'onore, il privilegio di essere presente ad una serata con lui ospite.
E' stata una serata che non dimenticherò mai, considerando che lui era ed è il mio idolo, e l'ho passata ballando a 2 passi dalla consolle perchè non potevo perdermi quell'occasione di vederlo e carpire i trucchi del maestro.
Continuo a non crederci...
Fino ad oggi, credevo che Frankie potesse dare ancora e sicuramente avrebbe dato ancora, sfornando tracce indimenticabili che comunque rimangono scritte nella storia della musica.
Qualunque dj che ha iniziato la sua carriera, si è avvicinato a questo genere credo ispirandosi a lui.
Il suo stile è inconfondibile. Quando senti una sua traccia, capisci subito che è lui perchè senti la sua anima, il suo amore per la musica, il beat.
Ora avrà reincontrato il suo grande amico Larry ed ora si che la festa è da un'altra parte!
Sicuramente come si sono rivisti, dopo due chiacchere, si sono messi a suonare insieme complimentandosi l'uno dell'altro.
Ci mancherai Frankie, assieme a te l'House Music è morta.
Solo i tuo vecchi colleghi hanno l'onere di portare avanti il nome di questo genere musicale, perchè hanno imparato da te.

Ciao Frankie


Scrivono di lui in questo triste giorno:

Una di quelle notizie che fa male alcuore, che strazia l’anima. Che lascia spiazzati. Ebbene si, questa mattina un po’ tutti abbiamo dovuto fare i conti con questo triste avvenimento, un risveglio davvero pessimo, sospeso tra l’inverosimile e il dubbio di un ‘pesce d’aprile’. Non c’è che dire.Frankie Knuckles è morto questa notte, ci ha lasciati.

Come si legge su Parkett, il 'Padrino dell’house music' si è spento, troppo giovane per farlo: aveva solo 59 anni. Un pezzo di storia è andato via, un tassello fondamentale senza il quale l’evoluzione del sound non sarebbe stato lo stesso.

Le cause della morte non sono state confermate da fonti ufficiali, ma secondo alcune indiscrezioni sembra trattarsi di alcune complicazioni legate al diabete, malattia di cui era afflitto da molto tempo. Nel 2008, Knuckles aveva subìto anche l’amputazione di un piede, ma questo non l’aveva fermato e aveva continuato ad esibirsi.

Riposa in pace Frankie.

by http://www.ilmattino.it/
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È stato uno dei padri della House, colonna sonora delle discoteche di tutto il mondo, a cavallo tra gli ’80 e i ‘90: è morto a 59 anni il deejay americano Frankie Knuckles, per delle complicazioni causate dal diabete, di cui soffriva da diversi anni e per cui gli era stato amputato a un piede.

Re d’Europa

Formatosi sul finire della discomusic al termine della decade precedente, Frankie, spostandosi da New York a Chicago, guidò la transizione verso la house, letteralmente inventandola nei club underground della Windy City. Da lì tracimando, per diventare una vero e proprio monumento dall’altra parte dell’Oceano, idolo assoluto nei santuari della dance, fossero le Baleari, la nostra Riviera o le isole greche. Tanto bravo tecnicamente che ai suoi servigi ricorsero anche alcuni giganti del pop come Michael Jackson, Whitney Houston e i Depeche Mode. Devoto dell’understatement, schivo, non come certi calibri della consolle di oggidì che si atteggiano a rockstar, con richieste improbabili, se ne è andato in silenzio, lui che del rumore (ben fatto, s’intende) aveva fatto una religione.

by http://www.corriere.it/
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E’ morto nella notte tra il 31 marzo e il 1 aprile il deejay Frankie Knuckles, protagonista di quella stagione musicale che dalla metà degli anni ’70 diede vita ad una nuova concezione del mestiere del disk jockey, non più strettamente inteso come selezionatore di dischi, ma come vero e proprio artista e creatore di musica. Aveva 59 anni e fu New York la piattaforma dalla quale mosse i suoi primi passi, formandosi nel Bronx e frequentando, a partire dal 1971, alcuni dei locali più In della scena ed avendo modo di collaborare con altri deejay di spicco, come Nick Siano e Larry Levan.

by http://music.fanpage.it/

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Ha perso la sua battaglia contro una grave forma di diabete a soli 59 anni. Se n’è andato così nella notte Frankie Knuckles, il Padrino della House Music mondiale.
Un pezzo per ricordarlo: ‘Your Love’, un autentico monumento. Il brano che lo ha visto esordire, nel 1984, come produttore. Un classico della musica dance elettronica underground e caratterizzato da una linea di arpeggi ripetuta e da una potente linea di basso propulsiva.
Sono noti i suoi lavori come remixer su canzoni di Michael Jackson e Diana Ross, per i quali nel 1997 vinse un Grammy.
Il 25 agosto 2004 è stata intitolata a suo nome ("Honorary Frankie Knuckles Way") la strada in cui risiede lo storico locale Warehouse di Chicago, da cui il nome ‘house’. Frankie Knuckles, infatti, ne è riconosciuto come il creatore essendone a quei tempi il dj resident.

Il termine “House” riferito alla musica è nato grazie a lui quando ancora veniva utilizzato dai ragazzi di Chicago fra fine anni ’70 e inizio anni ’80. Era il loro modo per dire “cool”. L’aggettivo venne presto attaccato al genere di selezioni fatte da Knuckles.

by http://www.julienews.it/

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Frankie Knuckles, a club disc jockey, remixer and producer who was often called the “godfather of house” for helping that percussive genre of dance music spread from Chicago nightclubs to global popularity and influence, died on Monday at his home in Chicago. He was 59.
His death was confirmed by Maria Rotella, the assistant to his manager, Judy Weinstein. She said the cause had not been determined but that he had had health problems related to diabetes.
Mr. Knuckles, a Grammy Award winner in 1998, started his career working at various New York clubs in the 1970s. In 1977, when disco was at its peak, he moved to Chicago and began spinning at a club called the Warehouse.
He played R&B and disco standards along with a range of post-punk, reggae, funk and synthesizer-based Europop rarities. That unusual mix, he later said, came to be nicknamed house music, after the club.
By the early 1980s Mr. Knuckles had started using a reel-to-reel tape recorder to edit his favorite tracks so that he could extend the beat, keeping dancers on the floor.
He left the Warehouse in the early ’80s and soon began spinning at another Chicago club, the Power Plant. In 1984 he incorporated a drum machine into his mixes. The combination of disco or pop vocals and catchy, often electronic samples laid over a pulsating beat became the hallmark of early house, a style that many Chicago producers were beginning to adopt.
“When it comes to the foundation, the bottom end, the kick and the bass line and how they work, my theory is it should be felt and not heard,” Mr. Knuckles said in an interview for the Red Bull Music Academy, a series of workshops and festivals, in 2011.
His beat-driven version of “Your Love,” a pop song by a young singer named Jamie Principle, was released by Trax Records in 1985. It became a club hit and a local radio favorite and led to more records with Mr. Principle.
He returned to New York in 1988 to work in Manhattan clubs like the Roxy and the Sound Factory Bar. That same year, teamed with David Morales and Ms. Weinstein, he formed Def Mix Productions, which worked on elaborate house remixes for artists like Michael Jackson, Diana Ross and Chaka Khan. In 1991 he released his first album under his own name, “Beyond the Mix,” which included the singles “The Whistle Song” and “Workout.”
His Grammy Award in 1998 was for nonclassical remixer of the year.
Francis Nicholls was born in the Bronx on Jan. 18, 1955. (“Knuckles” was a family nickname.) He rode the subway to Manhattan with the singer Luther Vandross, a neighbor, to attend the High School of Art and Design, from which he graduated.
The renowned D.J. Larry Levan, a childhood friend, hired him to help with lighting at the Continental Baths. He learned to spin records while Mr. Levan took breaks.
Mr. Knuckles’s second album, “Welcome to the Real World,” was released in 1995. “Bac N da Day,” a track from his 2004 album, “A New Reality,” that featured Jamie Principle, reached No. 1 on Billboard’s dance chart.
He is survived by a sister and two brothers.
In recent years Mr. Knuckles continued to tour as a club D.J. and recorded with Eric Kupper, working under the name Director’s Cut. In 2011 they revived a 1980s classic by releasing a contemporary remix of “Your Love.”
Mayor Rahm Emanuel said on Tuesday that Chicago had “lost one of its most treasured cultural pioneers.”

by http://www.nytimes.com/





















lunedì 6 gennaio 2014

Pioneer presenta CDJ-900NXS il lettore digitale di nuova generazione

L'evoluzione della gamma professionale NXS di Pioneer continua, con il lancio del lettore digitale CDJ-900NXS che, forte del successo del suo predecessore, è stato arricchito con innovative caratteristiche tecnologiche, come schermo LCD full colour, funzione Beat Divide, funzione Beat Sync su quattro deck e la capacità di riprodurre DJ set a partire da uno smartphone.
Il software CDJ-900NXS è dotato del software di gestione musicale rekordbox™ di Pioneer per PC/Mac ed è predisposto per il download gratuito delle applicazioni rekordbox per smartphone e tablet. Tutto questo permette ai DJ di preparare strabilianti set o playlist su qualsiasi dispositivo mobile e quindi caricarle sul lettore CDJ-900NXS via USB o Wi-Fi1, per avere la propria libreria musicale sempre a portata di mano. La connessione Pro DJ Link, inoltre, consente ai DJ di condividere una sorgente con un massimo di quattro deck tramite cavo LAN.
Lo schermo CDJ-900NXS vanta lo schermo ad alta risoluzione dell'intero assortimento Pioneer CDJ, che offre al DJ una visualizzazione chiara e istantanea di Wave Display e Wave Zoom, nonché la possibilità di visualizzare ed editare beatgrid rekordbox.
Come l'unità ammiraglia CDJ-2000NXS, anche CDJ-900NXS offre una navigazione ancora più intuitiva, con la possibilità di visualizzare le tracce in modalità elenco, copertina o personalizzata. Inoltre, gli strumenti di mixing come Beat Countdown e Phase Meter possono essere preimpostati in rekordbox per una facile visualizzazione durante le performance. Le funzioni La precedente funzione Auto Beat Loop è stata sostituita da Beat Divide e Slip Loop: due nuove funzionalità studiate per agevolare la drastica alterazione del ritmo e l'inserimento di micro edit, a fronte di breakdown e drop preimpostati.
Tramite l'opzione Beat Divide, i DJ potranno servirsi dei pulsanti beat per dividere ciascuna battuta secondo il timing selezionato e loopare il primo segmento, per dare un effetto staccato che cambia ad ogni battuta della traccia. Attivando la modalità Slip, invece, è possibile utilizzare gli stessi comandi per controllare l'effetto Slip Loop e conferire maggiore espressività creativa al DJ set.
Tutto questo, in aggiunta alle funzioni loop classiche, ereditate dal CDJ-2000NXS: Loop, Loop Cutter, Loop Edit e Active Loop. Fra le altre funzionalità ereditate dal top di gamma CDJ-2000NXS: Beat Sync su quattro deck, per sincronizzare automaticamente i BPM delle tracce al master deck, e un pulsante Quantize dedicato, per accesso istantaneo a loop quantizzati, cue ed effetti. Se a questo si aggiungono le opzioni Active Loop e My Settings, l'indicatore d'analisi della chiave armonica e l'elegante e robusto design che ci si aspetta dai prodotti pro-DJ Pioneer, non è esagerato definire il CDJ-900NXS è una vera forza della natura nel campo del DJing. Il lettore CDJ-900NXS è disponibile da dicembre 2013.
By pioneerdj.com

 

sabato 4 gennaio 2014

UN VIDEO DI 2 ORE DEL LEGGENDARIO CLUB PARADISE GARAGE DI NYC, CHIUSO NEL 1987


Un video di circa due ore della chiusura del leggendario club di New York è apparso su YouTube.

Fondata da Michael Brody a New York King Street nel 1976, il Paradise Garage è considerato una dei più importanti locali dove si è allevata la House music e Disco Dance, con l'influente Larry Levan come dj resident che influenzò LGBT e la cultura del clubbing - grandi stelle come Madonna che frequentò il locale nel corso degli anni. DJ SimonC , che gestisce la pagina di Paradise Garage di Facebook , ha caricato due ore di filmati di un paio di feste di chiusura nel mese di Agosto del 1987 ( 22 e 27 ). "Per quanto ne so", spiega C , "ci sono alcuni frammenti di esso online, ma non tutto il film. Alcune delle riprese sono state utilizzate nel documentario Maestro di Mel Cheren." "Il video e il suono non sono ottimi ma è perfettamente godibile. Per uno speciale momento nel film è possibile vedere Keith Haring che balla in pista sulle note di Phyllis Hyman - "You Know How To Love Me " ( 1 ora e 26 minuti )".
By factmag.com

 

giovedì 17 maggio 2012

È morta Donna Summer. Addio alla regina della disco music

Dopo quasi un anno di mio silenzio sul blog, non potevo non postare un articolo in onore della grandissima Donna Summer che ci ha lasciati oggi con un bagaglio immenso di musica. Non riesco ad immaginare gli anni d'oro della disco music senza lei. Senza Donna Summer la Disco Music non sarebbe mai nata. Con lei oggi, celebriamo l'ultimo ballo...Last Dance!!! Articolo da "ilsole24ore.com" Quando apparve sulle scene si disse che la sua voce non era reale ma creata dai sintetizzatori, parola che a ben pensare appartiene a un'era fa. Invece divenne una popstar dalla carriera lunga con strascichi non sempre felici fino agli anni 2000. Donna Summer, vero nome LaDonna Andrea Gaines, è morta questa mattina in Florida a 63 anni dopo una lunga battaglia con il cancro: il primo a dare la notizia è stato il sito di gossip Tmz. La cantante, vincitrice di cinque Grammy e interprete di grandi successi dance negli anni '70 - tra le hit I Feel Love, Hot Stuff, Bad Girls , Last Dance, She works hard for the money ed Enough is Enough in duo con Barbra Streisand - era malata di cancro ma stava combattendo la malattia. Secondo Tmz, alcune persone che hanno avuto contatti con la star nelle ultime settimane avrebbero riferito che non sembrava stare molto male. Donna Summer, nonostante la malattia, stava cercando di finire l'album al quale stava lavorando. Come la generazione di fenomeni a cui apparteneva, Michael Jackson e Withney Houston in primis, è allevata a pane e gospel nei cori delle chiese punti di riferimento delle comunità afroamericane, scopre il rythm and blues, fonde i generi, diventa mito pop. Summer nasce a Boston, da giovane fa parte di The Crow, gruppo di rock psichedelico, dopo il liceo si trasferisce a Ne York, inizia la carriera in Germania dove partecipa agli show Hair e Porgy and Bess. In Europa Donna collabora con Giorgio Moroder, esplode nel 1975 con "Love to Love you baby". Il successo è tale che in quegli anni gli unici rivali sono i Bee Gees. Negli anni 80 continua l'ascesa con She Works Hard for the Money e This Time I Know It's for Real , rimane regina nel decennio della disco dance con quella voce sensuale, erotica, esplosiva. «Mentre piagiamo la sua morte, siamo in pace per aver celebrato la sua straordinaria vita che non fiscie oggi», ha detto la famiglia. Summer lascia il marito Bruce Sudano e tre figli. Articolo da "musica.virgilio.it" Donna Summer sarebbe morta di cancro a 63 anni a causa dell'11 settembre. Pare infatti che la regina della disco music fosse convinta che inalare le polveri causate dal crollo delle Torri Gemelle le avesse provocato la malattia ai polmoni. Alcuni amici della Summer rivelano che la cantante al momento dell'attentato viveva in un appartamento di Manhattan non lontano dal World Trade Center e che anche dopo la tragedia non era riuscita ad allontanarsi da New York a causa della depressione. Sembra che dopo quell'episodio, la star della disco music abbia avvertito i primi malori e le sia stato diagnosticato il tumore ai polmoni che l'ha portata alla prematura morte. Da fervente cristiana era rimasta sconvolta dall'esperienza, che viveva come un attacco alla sua religione, e in una vecchia intervista al Sun del 2008 aveva dichiarato "Non uscivo più, non volevo parlare con nessuno, tenevo chiuse le imposte e restavo nella mia stanza". E alcune fonti vicino a lei, riportate dal sito di gossip TMZ, aggiungono che Donna continuava a spruzzare nell'aria spray per disinfettare l'aria e aveva ricoperto la stanza da letto con teli di seta per proteggersi dalle particelle tossiche che entravano dalla finestra. Donna Summer ha voluto mantenere il massimo riserbo sino all'ultimo circa la gravità della malattia e che stava tentando di terminare le registrazioni di un nuovo album. Secondo i medici l'ipotesi che il cancro alle vie respiratorie di Donna Summer fosse una conseguenza della nube tossica che ha invaso i cieli di NewYork dopo Ground Zero è plausibile, anche perchè da quel giorno i casi di tumore nei poliziotti o tra i sopravvissuti alla tragedia sono notevolmente aumentati. Donna Summer - all'anagrafe LaDonna Andre Gaines - era nata a Boston il 21 dicembre 1948. Il suo cognome d'arte fu l'anglicizzazione del cognome del suo primo marito, il tedesco Helmut Sommer. Raggiunse il successo planetario negli anni '70 con hit del calibro di Love to love you baby, I feel love, Last Dance, Hot Stuff e Bad Girls. E' stata vincitrice di 5 Grammy. Il suo ultimo album, Crayons, contente il brano The Queen Is Back (la regina è tornata) - un chiaro richiamo al suo ritorno in attività - è del 2008, a 17 anni dal precedente. In queste ore tutto il mondo dello spettacolo e non solo piange la sua scomparsa e ricorda con affetto quella la regina indiscussa della disco music. Articolo da "corriere.it" Era la regina indiscussa della disco fine anni'70, algida, sintetica, inarrivabile. L'americana Donna Summer è morta in Florida a soli 63 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, come ha riferito il sito Tmz.Com. LA VENUTA IN GERMANIA- Nata LaDonna Adrian Gaines , vicino a Boston, da famiglia molto religiosa, sette fratelli, proprio nelle chiese battiste iniziò il suo apprendistato, cimentandosi con i gospel. All'inizio degli anni'70 Donna venne opzionata per cantare in «Hair», il musical super hippy, per una tournée in Germania: lì si fermò per diverso tempo, si sposò con l'attore austriaco Helmuth Sommer. Ma il vero incontro, decisivo, sarebbe stato con un nostro connazionale. COPPIA DOC CON MORODER - Se Donna Summer è stata "la" Disco Music, molto lo deve infatti all'altoatesino Giorgio Moroder che, in produzione,forgiò i suoni che sancirono il trionfo dell'elettronica applicata alle sale da ballo. Cinque dischi fondamentali, Love to love you baby, A love trilogy, Four seasons to love, I remember yesterday e Once upon a time dal 1974 al 1977. E numeri uno in classifica ovunque (da I Feel Love, a Hot Stufffino Love To Love You Baby), colonna sonora di sabato sera febbrili, ingaggi milionari. LA ROTTURA - Poi la rottura con Moroder, all'inizio degli anni'80 e il lento declino. Ma non per molti produttori e deejay di techno ed electro che quei suoni rivalutarono e aggiornarono. Lei, nel contempo, aveva quasi rinnegato quella stagione additando addirittura di "peccaminose" alcune sue hits, e nel 2008 aveva realizzato il suo primo disco di originali dopo 17 anni, Crayons. Negli ultimi tempi stava provando a riaffacciarsi sulle scene, a riprendere il filo interrotto con il formidabile romanzo dei Seventies, «Farò un album molto disco» aveva annunciato. Ma la malattia è stata più veloce di lei. Articolo da "rollingstonemagazine.it" La Regina della Disco Music se n'è andata questa mattina. A 63 anni, ha perso la sua lotta contro il cancro. Negli anni Settanta, Last Dance, Hot Stuff, Bad Girls, per citare i brani più famosi, hanno fatto ballare l'intero pianeta. Vi riproponiamo un'intervista che il nostro vicedirettore, Fabio De Luca, le aveva fatto giusto un paio d'anni fa... Di Fabio De Luca La voce è straordinaria. Da brividi. dice: "You can call me Daa-naah", puoi chiamarmi Donna, e la pelle d'oca corre lungo i fili del telefono, da Nashville, dove attualmente abita, fino a Milano. 62 anni il prossimo 31 dicembre. Ad avercela di fronte magari sarà diventata pure lei un pachiderma come la maggior parte delle sue colleghe ex star della disco music. Ripensandoci, è una benedizione che l'intervista sia telefonica. Coerente, pure, con il sottotesto pipparolo delle sue maggiori hit dell'epoca, da Love to Love You Baby (1975) a I Feel Love (1977), tutte giocate sulla voce di seta che – solitaria sopra il pulsare celibe delle bassline sintetiche – dipingeva elaborate fantasie sensuali e orgasmi multipli ottenuti, apparentemente, senza l'intervento diretto di alcun maschio. "A differenza di Mick Jagger, lei sì che riusciva ad avere soddisfazione", scrisse una volta lo storico della disco Tim Lawrence. Ma si diceva della voce. Il tono leggermente metallico della telefonia intercontinentale la rende, se possibile, ancora più sexy. Del resto, l'elemento robotico-sensuale (“sex appeal dell'inorganico”, avrebbero riassunto i postmoderni qualche lustro dopo) è appunto quello che, grazie alla strepitosa produzione minimale e inconsapevolmente kraftwerkiana del genio tirolese Giorgio Moroder, ne ha fatto una star immortale. Donna Gaines. Sommer era il cognome del suo primo marito, l'attore austriaco Helmut Sommer: fu storpiato in Summer da un errore della tipografia che doveva stampare la copertina di uno dei suoi primi 45 giri. E questa è solo una fra le tante leggende che circondano la figura e la carriera della regina della disco. Per rompere il ghiaccio le chiedo che ne pensa delle donnesummer di oggi – Rihanna, Beyoncé... – e se dal suo punto di vista abbiano vita più facile di quella che ebbe lei negli anni '70. "I looove Rihanna!", cinguetta Donna, "e anche Amy Winehouse, e Corinne Bailey Rae. Non so se per loro oggi sia più facile. Quello che so è che io sono stata molto, molto fortunata: non che sia stato tutto semplice, ma ho avuto persone che hanno creduto in me e mi hanno saputo valorizzare". Segue riflessione su tecnologia e relativi spazi di visibilità nel Terzo Millennio, e un momento promozionale cuore-di-mamma per la band della figlia Amanda: "Si chiamano Johnnyswim, sono anche su MySpace!". (È vero, stanno su MySpace. Fanno un country-grunge-pop alla Jack Johnson, e se proprio ci tenete a saperlo, se uno si ferma un secondo a pensare che Amanda è figlia di Donna fanno lo stesso effetto di quando in tv passa un vecchio film di Ugo Tognazzi interrotto dallo spot dell'aceto balsamico con Ricky Tognazzi. Ecco). Parliamo del suo album del 2008, Crayons: il primo dopo nove anni di sabbatico, ma in realtà 17 dall'ultimo vero album di studio, Mistaken Identity del 1991, di cui siete invitati (Google l'hanno inventato apposta perché nulla resti impunito) a recuperare la ripugnante copertina, degna della pubblicità del più dozzinale dei mobilifici brianzoli. Crayons invece non è male. Un onesto disco di r&b, adulto più che adultero, dove la sua voce titaneggia, e una squadra olimpica di produttori fa del suo meglio per farla sembrare una Janet Jackson con più carisma. Riuscendoci fin troppo bene. Soprattutto, in Crayons c'è un elemento che potrebbe permetterci di spostare lentamente il discorso sul passato. L'elemento è uno degli autori, Evan Bogart, un genietto 30enne (ha scritto pezzi per Britney Spears, Rihanna e Jennifer Lopez) figlio del discografico Neil Bogart, fondatore della Casablanca Records, l'etichetta “disco” per antonomasia. Neil Bogart è l'uomo che ha scoperto i Kiss, che ha lanciato la carriera di Joan Jett, ma soprattutto è l'uomo che ha trasformato Donna Summer in una star. Quando prima lei parlava dell'importanza di “trovare persone che credano in te”, si riferiva a lui. Fu Bogart ad ascoltare la prima versione di Love to Love You Baby al Midem di Cannes nel gennaio 1975, a ordinare a Moroder di stirarla fino alla folle lunghezza di 16 minuti e 50 secondi (un'intera facciata di album) e a lanciarla negli Stati Uniti. Fu sempre Bogart – la prima volta che Donna tornò in America dopo l'esplosione nelle chart – a farle trovare una scultura in zucchero e cioccolato che la ritraeva quasi a grandezza naturale. "Neil mi ha insegnato a essere un'artista", racconta Donna. "Prima cantavo negli spettacoli teatrali, ma cantare in teatro è diverso dall'essere una popstar. Mi ha insegnato tutto lui: come muovermi, come comportarmi. Era un combattente. Quando morì – a soli 39 anni, nel 1982 – fu un dolore enorme per tutti quanti, e forse per me in particolare". Avanti veloce fino a oggi. La casa discografica propone a Donna di lavorare con Evan. "Avevo visto Evan quando era appena nato, poco prima che suo padre morisse. Quando mi hanno detto che avrei potuto lavorare con lui l'ho trovata un'idea splendida. Ma la cosa impressionante è che in studio è identico a suo padre: lui nemmeno se ne rende conto, ma per me in alcuni momenti è stato difficile non commuovermi. Era come se suo padre fosse di nuovo lì con me, uguale a com'era quando l'avevo conosciuto io. Era come se il tempo non fosse passato". Olè. Rotto il ghiaccio (fin troppo) ci si butta nel passato. Le chiedo se fosse in qualche modo consapevole, durante gli anni d'oro del suo successo disco, che al di là del forte impatto come icona femminile volitiva, agli occhi del mondo lei incarnava anche una figura di puro strumento, “oggetto” nelle mani del produttore-uomo. Che c'era, insomma, un curioso cortocircuito tra autoaffermazione femminista e antichi stereotipi patriarcali. "Hanno detto molte cose di me", spiega, "e questa è la cosa che mi è sempre piaciuta di meno del successo. È una delle ragioni per cui ho smesso. Se avessi continuato, probabilmente oggi sarei una donna depressa. Forse non ci sarei nemmeno più", (e qui si rabbrividisce, non di sensualità, ma ripensando ad altre leggende, quelle sui suoi presunti – e mai provati, mai confermati, forse mai nemmeno realmente messi in pratica – tentati suicidi). C'è però una cosa che devo chiederle più di ogni altra, anche se la storia già la si è letta mille volte. Glielo confesso senza mezzi termini: la tentazione di farsi raccontare dalla sua voce la famosa scena della registrazione di Love to Love You Baby è troppo forte. Anche perché se c'è una scena primaria da cui far originare tutta la dance modernamente intesa, la scena è quella, punto. Tutte le Miss Kittin e le Yelle di oggi non sarebbero mai state, senza quel pomeriggio in uno studio di Monaco. Lei sembra molto divertita: "Potrei raccontartelo col pilota automatico", dice, "ma ho capito che ti interessa davvero, e quindi ci metterò anche il cuore". Wow, wow, wow. "Bene: ero nello studio con Giorgio e altri tre tecnici del suono. Il testo non c'era ancora, c'era solo l'idea che il ritornello fosse looove, love to love you baby. Giorgio aveva in mente di fare una cosa alla Je t'aime... Moi non plus di Serge Gainsbourg, quindi mi chiese di inventarmi un testo provocante e di provare a cantarlo. Io continuavo a dirgli: 'No no no, non sono la persona giusta per questo pezzo'. Andammo avanti così per ore. Giorgio mi rispondeva: 'Non importa, proviamoci, inventati un testo e canta'. Ma io vedevo loro quattro al di là del vetro e pensavo: 'Mio Dio, sono in questo studio con quattro uomini che mi guardano e vogliono che canti quelle parole e io... mi vergogno!'. Così spensero le luci, accesero un paio di candele, io mi distesi sul pavimento nell'angolo più lontano dello studio, dove non potevano vedermi, e cantai il pezzo cercando di immaginare di essere Marylin Monroe". La cosa buffa è che, dello stesso pomeriggio, Moroder racconta una versione leggermente diversa: ci sono anche in quel caso candele e luci basse, ma lì è Donna ad avere l'idea del testo pornazzo, e non si fa esattamente pregare per cantarlo... Comunque sia andata, la cosa interessante è come accidenti abbia fatto Donna – di cui è noto il severo background religioso familiare – a gestire gli anni caldi in cui Love to Love You Baby divenne l'inno della rivoluzione sessuata e negli Usa si beccò pure gli strali del reverendo Jesse Jackson. Lei è imperturbabile: "Sono un'artista, posso interpretare ruoli che non devono per forza corrispondere a come sono io. Esattamente come quando ho registrato il pezzo e ho fatto finta di essere Marilyn Monroe". Chissà, potrebbe davvero essere così. Qui nella mia collezione di reperti “disco” c'è però un numero di Penthouse del luglio 1979 con lei in copertina. Nell'intervista – di cui potete immaginare il tono – lei si definiva "undersexed" e raccontava, imbarazzata, di un fan che le mandava lettere appassionate in cui immaginava partouzes sadomaso tra lei, Raquel Welch e Ann Margaret. Sto quasi per chiederle se le ha conservate. Poi mi ricordo che è una signora di 62 anni, e invece le chiedo dei nipotini. Donna Summer - Love To Love You Baby(1975) Donna Summer - Woman Donna Summer - Hot Stuff Donna Summer - I Feel Love (1977) Donna Summer - Last Dance (1978)

domenica 3 aprile 2011

Loleatta Holloway muore a 64 anni

(Chicago, 5 novembre 1946 – Chicago, 21 marzo 2011)



Addio alla cantante Statunitense Loleatta Holloway, meglio conosciuta per la sua voce che fu campionata dai Black Box nel 1989 con la hit Ride On Time, è morta all'età di 64 anni.

La cantante è morta d'infarto, il suo manager Ron Richardson ha confermato alla BBC.

Ha fatto complessivamente sei album e la sue hit furono "Only You" nel 1978 e Love Sensation nel 1980.

Quest'ultimo fu il brano che i Black Box campionarono per Ride On Time, che rimase numero uno nel Regno Unito per sei settimane.

La canzone venne citata in giudizio da Hollaway.

La sua voce fu rappresentata dalla modella Quinol Catherine, componente dei Black Box nel corso dei loro successo.

"Era una grande donna, forte, dura, ma allo stesso tempo era dolce", ha detto Richardson BBC 6 Music.

"Era anche molto fragile, purtroppo tanta gente questo non lo sapeva."

Singer Carol Williams, che era l'etichetta Salsoul Records con Holloway, ha detto che "è un suo diritto proclamarla come una delle più grandi voci del mondo".

"La maggior parte dei cantanti, quando registrano, cantano molto vicini al microfono, posando le loro labbra su di esso. Loleatta registrava tenendosi a metri di distanza dal microfono."

Gilles Peterson, BBC Radio 1 DJ e co-fondatore dell'etichetta Acid Jazz, ha detto a 6 Music che la sua canzone preferita era Holloway and Run.

"L'anima, l'emozione, la disco - tutto ciò che riguarda Loleatta Holloway è in quell'unica canzone" ha detto.

Holloway lascia quattro figli e nove nipoti.

Il funerale si terrà privatamente per la famiglia e per il pubblico ci sarà un memoriale presso la chiesa Rev Jesse Jackson a Chicago.


Carrieira(estatto da wikipedia)

Cantante prettamente soul, è divenuta nel corso degli anni una delle regine della disco music.

Aiutata dalla sua voce acuta e potente, ha sviluppato le proprie capacità canore nei cori gospel delle comunità religiose di Chicago, cantando con la mamma nella Halloway Community Singers e con Albertina Walker nel gruppo gospel The Caravans. Ed è proprio lì che viene notata e scritturata per il musical Don't Bother Me; I Can't Cope.

Dopo alcune tournée, si lega al suo produttore e futuro marito Floyd Smith: con la sua etichetta discografica (la Aware) registra gli album Loleatta (1973) e Cry To Me (1975).

Dopo la chiusura della Aware, nel 1976 la Holloway si lega al produttore Norman Harris ed alla sua etichetta Gold Mind Records, con la quale pubblicherà quattro album (l'ultimo nel 1980).

Divenuta già leggenda del mondo della disco music, nel 1979 la Holloway incide una delle canzoni che più sono entrate nella storia di tale genere: Love Sensation (scritta da Dan Hartman) che ha raggiunto la vetta della Hot Dance Club Play, e la posizione #5 della UK Dance Chart. Altre storiche canzoni incise dalla Holloway sono: Hit and Run (#3 US dance), Crash Goes Love (#5 US Dance), What Goes Around Comes Around, Strong Enough (mixata da Larry Levan), Dreamin (#1 Hot Dance Club Play).


Discografia

Loleatta (Aware 1973)
Cry To Me (Aware 1975)
Loleatta (Gold Mind Records 1976)
Queen Of The Night (Gold Mind Records 1978)
Loleatta Holloway (Gold Mind Records 1979)
Love Sensation (Gold Mind Records 1980)
Greatest Hits (Sony, 1996)
Loleatta Holloway: The Anthology (Salsoul, 2005)

Loleatta Holloway - Hit And Run


Loleatta Holloway - Love Sensation - Live



LOLEATTA HOLLOWAY - NYC GAY PRIDE


LOLEATTA HOLLOWAY REHEARSAL FOOTAGE @ PRIVATE EYES IN NYC


martedì 23 novembre 2010

Clubland Adventures ADE 2010 Special



Defected TV

Miss Divine presenta un altro evento mondiale Adventures Clubland. Prendendo in considerazione gli eventi dal Amsterdam Dance Event, parlando a DJ Gregory e Osunlade su ciò che significa essere un House master, raggiungendo l'astro nascente Maya Jane Coles e cadere in occasione di un evento fenomenale del Ministry of Sound di Londra con Dennis Ferrer & Studio Apartment.

lunedì 30 agosto 2010

Swedish House Mafia: in arrivo il documentario sulla vita dei tre dj svedesi

Uscirà nei prossimi mesi "SHM-The movie", film documentario sulla vita privata e 'on stage' della Swedish House Mafia. Il lungometraggio, diretto da Christian Larson, regista dell'ultimo video dei tre dj "One", racconta due anni di liveset, di viaggi, di studio di registrazione e di avvenimenti personali delle carriere di Sebastian Ingrosso, Steve Angello ed Axwell. "Sta per arrivare il nostro primo film-documentario, mancano solo da montare alcune scene di backstage ma il più è fatto. Siamo molto emozionati, abbiamo lavorato con Chirstian Larson e ci siamo trovati davvero benissimo. Questa pellicola è uno stralcio delle nostre vite: due anni di tour, di emozioni, di feste e di registrazioni. Siamo molto soddisfatti", ha dichiarato Angello. "Questo film è un mix tra un documentario e una commedia", prosegue Axwell, "ci sono delle parti davvero esilaranti, lo vedrete con i vostri occhi". L'ultimo singolo della Swedish House Mafia è stato realizzato in una nuova versione, con la collaborazione come vocalist di Pharrel Williams.

Canale YouTube e sito ufficiale www.swedishhousemafia.com

L'ultimo singolo: Swedish House Mafia - One

mercoledì 9 giugno 2010

CDJ-350 e mixer per DJ a 2 canali DJM-350 con registrazione USB

Pioneer annuncia due prodotti nuovi fiammanti per una configurazione perfetta al servizio del divertimento. I modelli DJM-350 e CDJ-350 integrano funzioni presenti nei più avanzati prodotti Pioneer per discoteca, come gli straordinari effetti creativi, remix-style looping e compatibilità rekordbox™.

Offrendo funzionalità completamente nuove ed esclusive per questa fascia di prezzo, il mixer DJM-350 consente ai DJ di catturare fino alla più sottile sfumatura della loro performance, grazie alla registrazione di alta qualità su supporto USB. Niente kit, né cavi extra: tutto quello che occorre è all’interno dell’unità. Basterà collegare al mixer un dispositivo USB per poter registrare professionalmente audio non compresso in formato WAV.

Suddivisione della registrazione durante il mixaggio
I contenuti registrabili possono variare da un mix meticolosamente curato, a un vinile pronto per essere riprodotto digitalmente sul lettore Pioneer CDJ-350. La funzionalità più intrigante è la possibilità di ripartire la registrazione in fase di mixing, premendo il pulsante Track Mark, per mix magistralmente indicizzati, pronti per essere masterizzati su CD senza bisogno di alcuna modifica.

Trascinando i file nel nuovo software di gestione musicale rekordbox™, tutta la propria musica sarà automaticamente pronta dai beatgrid per sfruttare appieno gli strumenti di mantenimento del beat offerti dal lettore CDJ-350.

Collegare e preparare
L’eccellenza di un performer è spesso frutto di una minuziosa preparazione e il nuovo lettore CDJ-350 prende vita quando un DJ inserisce la sua libreria di musica digitale accuratamente preparata tramite rekordbox™. Di fatto, il lettore CDJ-350 è il veicolo perfetto per i disc jockey che intendono sfondare nel circuito professionale, poiché tutte le loro fatiche per la preparazione di una libreria musicale o di playlist mozzafiato funzionano tranquillamente nei lettori digitali CDJ-900 e CDJ-2000, ormai standard di riferimento per il settore.

Effetti e funzionalità MIDI
Gli appassionati di musica e i DJ alle prime armi saranno ben felici di trovare sul lettore CDJ-350 una connessione USB, che permette di avvalersi della funzionalità MIDI controller tramite software DJ compatibile, o da utilizzarsi come interfaccia audio.

Sono andati oltre con il mixer DJM-350, che offre quattro effetti sottili eppure potenti, che conferiscono più energia alla musica, senza imporsi con invadenza sul mix. Il tutto, accessibile tramite un’unica manopola bidirezionale.

Ruotando a sinistra l’effetto Gate, si rafforzano le frequenze alte della traccia, mentre verso destra, quelle basse. L’unità inoltre presenta filtri combinati con Bitcrusher e un effetto Jet manuale che, per la prima volta, offre al DJ il diretto controllo su quest’effetto tanto apprezzato. E per finire il filtro passa alto e basso garantisce un suono magnifico, esattamente come nel modello DJM-800.

Per saperne di più
Il lettore CDJ-350 e il mixer DJM-350 sono stati presentati al pubblico per la prima volta in occasione della Musikmesse di Francoforte, il 24 marzo, e sono disponibili da giugno 2010. Il prezzo al pubblico suggerito ammonta a 599 euro per il CDJ-350 e 499 euro per il DJM-350.

Video promo

domenica 6 giugno 2010

NUMERO 1 DI DJMAGITALIA

E’ uscito il numero 1 di DjMagItalia. Disponibile in tutte le edicole.

giovedì 29 aprile 2010

Concerti, Maximal 2010: dal vivo Daft Punk Crew e Invasian Crew Killah

Il 12 giugno presso il parco delle espozioni di Novegro (Milano) si svogerà il "Maximal Electronic Festival 2010", manifestazione dedicata alla musica dance, techno ed elettronica italiana ed internazionale. Alla consolle si alterneranno i nomi più celebri del panorama tra cui Play Paul, fratello minore di uno dei due Daft Punk, Invasian Crew Killah , ovvero DJ Vader e Spex MC, ex Asian Dub Foundation, Dj Machine, Dj Seoul, The Selph, Paolo Timoni e Dj Krust. I biglietti per assistere ai live set sono acquistabili online sul sito ufficiale del festival al prezzo di 33 euro compresi diritti di preventita per il biglietto normale e 53 euro compresi diritti di prevendita per il biglietto VIP. Sarà possibile acquistare i ticket d'ingresso la sera stessa dell'evento al prezzo di 45 euro. Per ulteriori informazioni è possibile consultare anche la pagina myspace del "Maximal Electronic Festival 2010".

martedì 27 aprile 2010

DJMAG: E’ USCITO IL NUMERO ZERO

E' uscito il numero zero di DJMAGITALIA, lo trovate in tutti i djpoint d’Italia. Da maggio 2010 sarà in tutte le edicole il primo numero. Stay tuned!!!



Nasce Dj Mag Italia, la versione italiana del magazine di musica dance più venduto al mondo che da oltre dieci anni racconta ad un vasto pubblico le innumerevoli sfaccettature della dj culture mondiale. L’edizione italiana si caratterizzerà per un format che unirà il background della versione internazionale a contenuti che racconteranno la scena club e dj del nostro paese, senza dimenticare i numerosi approfondimenti su musica, nuove tecnologie e lifestyle, ma sempre con un particolare accento sulla figura dei dj, opinion leader, trend setter e talent scout che da oltre vent’anni fanno parlare di se stessi per la propria creatività, per il proprio stile e per il proprio modo di comunicare. Grazie al contributo di un nutrito team di professionisti, l’edizione italiana di Dj Mag offrirà ogni mese contenuti esclusivi, interviste agli artisti del momento, uno sguardo ai migliori party e alle club chart. Dj Mag Italia vuole essere uno spazio aperto in cui appassionati e addetti ai lavori possono trovare approfondimenti e spunti, ma anche una visione coerente e credibile per chi approccia per la prima volta il mondo dei dj e della musica dance. Da oltre dieci anni parliamo a tutto il mondo in una lingua universale. Quella della musica. Quella dei dj.

Dj Mag Italia. Da maggio. In edicola.

http://www.djmagitalia.com

mercoledì 21 aprile 2010

MIAMI WMC 2010 Presented by Erick Morillo

mercoledì 16 dicembre 2009

Pioneer CDJ-2000


Pioneer introduce un nuovo lettore professionale nella serie CDJ, il suo nome è CDJ-2000. Ad un primo sguardo si propone come uno dei tanti lettori similari, ma prestando più attenzione, si colgono alcuni dettagli che rendono CDJ-2000 veramente interessante e concorrenziale.

CDJ-2000 non è un semplice lettore, integra infatti una scheda audio la cui risoluzione massima è di 48 kHz - 24 bit ed un nuovo processore DAC Wolfson che consente di ottenere un miglioramento per quanto riguarda il rapporto segnale/rumore rispetto al processore integrato nel preedente modello. Nuovo anche il circuito dell'amplificatore il cui funzionamento ibrido, riduce al minimo il rumore rendendo il suono estremamente chiaro. Dispone inoltre di HID avanzato (Human Interface Device) ed offre la possibilità all'utilizzatore di controllare via USB (MIDI) programmi DVS (Digital Vinyl Systems) come Scratch Live 2 e Traktor 3 senza l'utilizzo di dischi time code.

Come non notare lo schermo a colori di ben 6,1 pollici (grande per il tipo di apparato) ed in una posizione che evita di doversi praticamente sdraiare sopra il lettore per poter leggerne le informazioni. La sua luminosità è adeguata ad un utilizzo in ambienti scarsamente illuminati.

Sotto lo schermo, la sezione dedicata a Needle Search e Needle Drop ribbon. Needle Search consente l'accesso ad un'anteprima istantanea del brano selezionato in un qualsiasi punto. Needle Drop ribbon consente la riproduzione (in digitale) di ciò che si faceva con i dischi in vinile: prendere la testina e posizionarla in un punto preciso. Strisciando il dito sull'apposita sezione è possibile posizionare una sorta di "ago virtuale" nel punto desiderato all'interno di una traccia audio. Lo stesso controller è utilizzabile per la ricerca dei file.

Un'interessante funzionalità porta il nome di Pro DJ Link. Tale funzione, consente il collegamento sino adi un massimo di quattro CDJ-2000 via LAN condividendo quindi tra gli apparati collegati musica e dati.

CDJ-2000 è dotato di un software basato sul concetto del “Prepare & Perform”. Rekordbox consente l'analisi, l'organizzazione e, più in generale, la gestione della musica e dei dati sui formati digitali da utilizzare poi live con il lettore.

Il prezzo non rende alla portata di tutte le tasche. Sarà infatti disponibile da novembre 2009 alla cifra di € 1770.

Dati tecnici
cd player / controller da tavolo con caricamento del cd a slide e porte usb - jog wheel con sensibilità vinyl in grado di controllare il cd e i file audio come si trattassero di dischi in vinile - auto cue - memory card (opzionale) per memorizzare fino a 1000 punti di cue - pitch ±100% - master tempo - legge tutti formati audio e visualizza le relative tags - software per la gestione dei file audio su un hard disc esterno in dvs - altezza (in mm): 106.4 - larghezza (in mm): 320 - profondità (in mm): 405.7 - peso (in kg): 4,6

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Pioneer CDJ-900


Pioneer finalmente rivela e mette in commercio i tanto attesi nuovi modelli di CDj. Però tanti pensavano a un sono modello in uscita, il CDJ 1000 MK4, mentre Pioneer ne presenta 2 che sono effettivamente i successori del 1000 e dell'800: ecco a voi il Pioneer CDj-900 e il CDj-2000!

Il successore del CDj 800 può leggere qualsiasi tipo di CD e ha una presa USB per chiavette formattate in FAT12, FAT16, FAT32 e HFS+, supporta MP3 AAC WAV e AIFF, e ha sia uscite audio analogiche che digitali. Tra le "feature" troviamo lo slip mode che lascia andare avanti la song anche mentre si sta suonando un loop, advanced auto beat loop, una versione avanzata del looper di pioneer che permette di creare loop direttamente con la pressione di un tasto e il supporto midi completo. Tra le nuove modifiche "fisiche" troviamo un display inclinato più ampio che permette la navigazione nei menu e nella chiavetta. Il prezzo, 1.279 €.

Dati tecnici
cd player / controller da tavolo con caricamento del cd a slide e porte usb - jog wheel con sensibilità vinyl in grado di controllare il cd e i file audio come si trattassero di dischi in vinile - auto cue - pitch ±100% - master tempo - legge tutti formati audio e visualizza le relative tags - software per la gestione dei file audio su un hard disc esterno in dvs - altezza (in mm): 115.6 - larghezza (in mm): 305 - profondità (in mm): 385 - peso (in kg): 3,9

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mercoledì 22 ottobre 2008

House music, vent'anni di successi

Venerdì 24 il dj Justin Robertson al «Sottomarino Giallo», sabato all'Amnesia il party «Billy Deelite» per il pubblico gay.

Il weekend milanese si anima di festeggiamenti per celebrare i vent'anni di uno dei generi musicali che hanno segnato la storia dei dancefloor mondiali: la house music. Il 1988 è infatti considerato l’anno del boom della musica house, l’anno in cui divenne famosa in Italia e in Europa, della sua esplosione tra Ibiza e Londra, l’anno d’oro del genere dance nato nelle discoteche di Chicago e New York nella prima metà degli anni’80. Molti di coloro che hanno vissuto la notte di quel periodo non possono non ricordare brani come «Theme To S'Express» degli S'Express, «Good Life» degli Inner City, «Jack To The Sound Of The Underground» degli Hit House, «Get Real» di Paul Rutherford e «Say!Rayo!» dei Brooklin Boyz Choir. E chi non ha ballato, immerso e pervaso dall’atmosfera happy della seconda «Summer of Love», pezzi come «Can You Party» di Todd Terry, «Devotion» dei Ten City, The Only Way Is Up» di Yazz, «Work It To The Bone» di LNR, «Dream Girl» di DJ Pierre e «Promise Land» di Joe Smooth?

Era l’anno dell’affermazione dell’acid house
come fenomeno culturale giovanile, dei primissimi rave party, e l’inizio di quel fortunato filone tutto italiano soprannominato «Spaghetti house» che ha portato alla notorietà internazionale successi come «Ride On Time» di Black Box, «Numero Uno» di Starlight Sensation e «Touch Me» di 49ers. Sono passati vent'anni ma il ricordo di quella musica tanto apprezzata, della leggerezza con cui si viveva una notte dove tutti ballavano col sorriso stampato in un clima di fratellanza e tolleranza non più rintracciabile attualmente, ecco che alcuni staff in città propongono un’immersione celebrativa di quel periodo.

Il viaggio parte venerdì sera al Sottomarino Giallo (via Donatello 2. Dalle 23.30, ingresso a 10/15€, solo in lista o in coppia) con la serata Discolimone, dove DjPerSignora in collaborazione con Club Silencio dopo aver tributato la disco music in tutte le sue forme invitano a suonare alla loro consolle Justin Robertson, uno dei dj che hanno vissuto quella gloriosa stagione, autore di «The Art Of Acid», compilation sulla storia dell’acid house. Sabato sera sarà la volta della serata per il pubblico gay del Billy all’Amnesia (via Gatto ang. Forlanini) con il party «Billy Deelite» dove si potranno riascoltare e ballare tutti i più grandi successi house insieme ai deejay Bruno Bolla e Ricky Leo. Uno splendido fine settimana imperdibile per nostalgici e curiosi.

martedì 1 gennaio 2008

Peter Pan New Style


La struttura che ospita il Peter Pan New Style è fra le più belle e suggestive d'Italia. Questa location si trova sulla collina che domina Riccione ed è circondata da un enorme parco.

La parte interna della discoteca Peter Pan New Style è suddivisa in 2 piani. Il piano inferiore ospita la sala centrale del club, quella che ha visto protagonisti i più grandi djs del settore house e che dal cambio di gestione si è trasformata in sala chic ed elegante ideale ad una clientela più adulta e fashion. Quest'area presenta una vasta pista da ballo, la consolle ed un'ampia zona riservata ai tavoli. Salendo la rampa di scale interna si raggiunge il piano superiore. Si tratta di uno spazio di piccole dimensioni in grado di ospitare eventi mirati e la clientela più esigente.

Ma la zona più intrigante della discoteca Peter Pan New Style è sicuramente il giardino. Strutturato su più livelli, ed immerso nel verde, offre uno spettacolare colpo d'occhio. Forse un lusso considerando la tipologia di clientela a cui si è rivolto in questi ultimi anni ma sicuramente perfetto per ospitare la clientela medio alta del primo Peter Pan e del Peter Pan New Style ristrutturato di adesso. Ad arricchire il giardino contribuiscono la piscina (con spettacoli show d'animazione), i 3 bar, la pista da ballo e la piccola area ristorante.

Il nuovo Peter Pan rifatto completamente è un locale chic e raffinato in tutti i particolari, esso rispecchia l'ideale per la nuova gestione dei fratelli Buffagni (storici titolari della Villa Delle Rose di Misano Adriatico) concentrata in particolare su una clientela molto In.

LA STORIA DELLA DISCOTECA

La discoteca Peter Pan nasce e si sviluppa grazie alle idee ed al lavoro dell'imprenditore Giovanni Orlando Nisticò.

La discoteca nasce intorno alla metà degli anni '80 e si rivolge immediatamente ad un pubblico adulto ed elegante. Dopo una profonda ristruttrazione, parliamo del 1989, il Peter Pan entrava nel novero dei club "in" insieme a locali quali Byblos, Paradiso, Pascià, Prince e Villa delle Rose. Tuttavia, anche a causa della forte concorrenza, la vita del Peter Pan non fu semplicissima. Si rese necessaria un evoluzione del locale cercando un settore meno inflazionato rispetto al settore fashion che dominava la scena negli anni '90.

La rivoluzione artistica giunse verso la metà degli anni '90 quando il Peter Pan puntò decisamente verso la trasgressione. In pochissimo tempo si affermò a livello nazionale ed internazionale entrando in concorrenza con Echoes e Cocoricò che fino ad allora avevano avuto il duopolio sulla clientela trendy. Serate su serate in un mix di tarsgressione e sonorità undergorund provenienti direttamente da Londra e New York (le culle dei generi musicali alternativi). Parte del merito di questo exploit va attribuito a Lucas Carrieri, noto direttore artistico nel periodo d'oro delle discoteche italiane.

La caratteristica di locale "ibizenco" era ormai entrata nel DNA della discoteca Peter Pan che proponeva eventi house ed after hour di grande successo. Alla consolle del Peter si sono affacciati i mostri sacri della discografia internazionale quali Claudio Coccoluto, Cirillo, Massimino Lippoli, Stefano Noferini, Steve Mantovani e tantissimi altri.

Nel periodo della Pasqua 2006 il Peter ha organizzato l'evento Diabolika. Un enorme successo di pubblico per quella che sarebbe stata l'ultima grandiosa serata della discoteca Peter Pan.

Dal 2007 la gestione della discoteca Peter Pan è approdata alla corte dei fratelli Buffagni con l'intento di far ritornare questo locale ai livelli di una volta.

La nuova riapertura avverrà a Gennaio, l'innaugurazione si terrà il 18 e il 19 Gennaio 2008 con il nome di Peter Pan New Style, parecchie saranno le novità e le sorprese tutte da scoprire.

By angelipierre.com

La mia foto
Il mio nome d'arte è Roby Bee Dj. La mia musica è l'House, Electro House, Deep House e Soul. Questo Blog è stato concepito per raccontare la nascita e la vita della House Music e la Disco Dance, attraverso immagini, video, brevi biografie, link quant'altro. Spero il Blog sia interessante e prego chiunque di dare consigli su come migliorarlo. Grazie e Buon proseguimento nel Blog. (Mi raccomando per visualizzare il mio blog digitare robybeedjhouse.blogspot.com...in Google c'è un'altro blog che è stato aperto e mai aggiornato)